CHI SIAMO

Per sprigionare la forza è necessario restare calmi e rilassati, permettendo al centro di gravità di affondare verso il basso …
T. Horvitz, S. Kimmelman, H.H. Lui, “Tai Chi Chuan”

Il Tai Chi è un ritorno, un ritorno a casa, un ritorno alla casa che ognuno ha sempre abitato, ma che forse non ha mai conosciuto a fondo: il proprio essere. Il Tai Chi è un ritorno al proprio centro, un ritorno all’equilibrio originario, alla perfezione e alla semplicità originarie.
Xavier: “Dunque, è questa la meta? E quando vi si arriva, cosa succede?”
Quando vi si arriva, ci si accorge che la meta non è più tale. La meta si è trasformata in un punto di partenza.
G. Urselli, “Tai Ji, Danzare La Vita”, Infinito Editori, Torino.

La pratica del tai chi, e il suo studio è da compiere per stadi,
senza voler bruciare le tappe con costanza e umiltà,
aspettando che la natura faccia il suo corso e che i cambiamenti avvengano spontaneamente.
Salendo una scala bisogna far attenzione a ogni singolo piolo,
senza saltarne nemmeno uno, così sì è consapevoli della salita e non si avrà dubbi nel percorrerla.
La pratica non può ridursi a una mera ripetizione, meccanica, sterile e vuota di esercizi e posture;
la forma stessa, pur essendo sempre la solita, risulta diversa alla percezione:
eseguendola si è in grado, ascoltandosi, di cogliere sottili sfumature,
piccoli ma importanti cambiamenti, sapori sempre nuovi.
L’intenzione è nella pratica, non nel risultato.
Non posso imparare più di quello che sto facendo.
Perché non serve a niente.
Discorso sulla Pratica del Tai Chi

L’esercizio del T’ai Chi Ch’uan dapprima mette in moto, poi conduce al movimento.
Si usa lo his (la mente) per mettere in moto il ch’i (l’energia)
e poi il ch’i per mettere in moto il corpo.
Questo movimento si origina all’interno e poi va verso l’esterno:
nasce negli organi interni e poi è convolgiato fuori attraverso i movimenti delle gambe e delle braccia.
In questo consiste il processo di sprofondamento del ch’i nel tan t’ien;
in breve, uno diventa flessibile passando per l’essere leggero e agile.
Non bisogna utilizzare la benchè minima forza.
Coltivate il ch’i e fate circolare il sangue.
Allungate i legamenti e salvaguardate la vostra energia.
Quando praticate il T’ai Chi Ch’uan di mattino o di sera, vi occorrono solo sette minuti.
La cosa più importante è di non cercare di vedere un progresso troppo presto.
Cheng Man Ch’ing (Tredici Saggi sul T’ai Chi Ch’uan)